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dal 30 luglio al 18 agosto 2007

Dalle atmosfere, i luoghi e i volti noti delle prime edizioni della rassegna cinematografica (1946 -1955), fotografie di autori spesso anonimi e in gran parte inedite riemerse dagli archivi della manifestazione, a scatti d’autore più recenti (1979-2006). Sguardi, attimi sospesi, fermati dall’obiettivo di 11 fotografi puntati su “Piazza Grande” e sui protagonisti delle ultime edizioni. Una mostra fotografica proposta dal Comune di Tenero-Contra, in collaborazione con le Gallerie Matasci Arte e Spazio Photografica, in omaggio ai 60 anni del Festival del Film di Locarno.

Spazio Photografica:
FOTOGRAFIE DALL’ARCHIVIO DEL FESTIVAL (GLI ESORDI 1946-1955)
A cura di: Edgardo Gandolfi e Gianni Cima
Spazio Photografica – Via S.Gottardo 28 – Tenero (Locarno-Svizzera)

Matasci Arte:
MARCO ABRAM – MARCO AGORRI – MARCO BELTRAMETTI – LORENZO BIANDA – RENE BURRI – DONA DE CARLI – REZA KHATIR – STEFANO MUSSIO – MASSIMO PEDRAZZINI – ROBERTO PELLEGRINI – ALFONSO ZIRPOLI
A cura di: Reza Khatir e Paola Maran-Matasci

Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo cm 29,7 x 21 – 88 pagine
103 foto – Fr. 28.– (€ 18.-)

Quante fotografie sono state scattate in 60 anni di Festival del Film di Locarno? Migliaia, sicuramente milioni. Il Comune di Tenero-Contra, in collaborazione con Matasci Arte e Spazio Photografica, ha voluto presentarne una selezione in omaggio al sessantesimo anniversario della rassegna cinematografica.
“Fermo immagine” è il titolo della mostra, articolata nelle due Gallerie, che propone immagini spesso inedite dei primi anni del Festival e lo sguardo di alcuni fotografi che hanno seguito la rassegna negli ultimi decenni, quelli della Piazza, tanto per intenderci.
Allo Spazio Photografica, la galleria adiacente al ristorante Stella d’Oro di Tenero lungo la cantonale, è possibile rivivere gli esordi festivalieri immersi in una Locarno e un Ticino ancora rurale appena uscito, pressoché indenne, dal secondo conflitto mondiale. Le fotografie, tratte dall’archivio del Festival e in gran parte opera di autori anonimi, testimoniano della voglia di dimenticare la grande guerra e di ricominciare a sperare in un futuro luminoso, come suggerivano i bagliori del grande schermo montato per l’occasione a Muralto nel parco del Grand Hotel. Ritraggono personaggi noti, volti famosi immersi in una simpatica atmosfera, cordiale e rilassata. Sullo sfondo la Locarno di quegli anni e ambienti di valle dove, all’ombra e al fresco dei Grotti, la carovana del Festival si mescolava alla gente del posto, incuriosita, divertita e a volte infastidita, quando gli eccessi del bel mondo di celluloide si scontravano con la semplicità dei luoghi.
Alla Matasci Arte, ubicata al 1°piano del punto vendita di vini, è possibile incrociare lo sguardo con quello di 11 fotografi che hanno seguito la manifestazione in anni più recenti. Sguardi d’autore, che non si accontentano d’immortalare volti, situazioni, attimi ufficiali della rassegna cinematografica, ma la osservano e tentano di raccontarla attraverso umori, sensazioni e curiosità del tutto soggettive. Descrivono il Festival scrutando gesti, persone e le architetture che arredano Piazza Grande e dintorni durante l’evento.
L’esposizione è aperta a tutti, a chi, memore degli esordi, vuole rispolverare il passato e a chi, coinvolto solo di recente, avrà il piacere di rivivere emozioni appena sbiadite.
Guglielmo Volonterio, nell’introduzione al catalogo della mostra, non a caso conclude dicendo: “… lì dentro, oltre a una vaga documentatività, ci sono embrionalmente rinserrati il nostro passato e i presagi dell’avvenire.”

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