prolungata fino al 31 gennaio 2010

Luglio 1969 – luglio 2009: la Galleria Matasci festeggia i suoi 40 anni di presenza sul territorio. E lo fa in duplice modo.
Anzitutto allestendo nei locali dello Spazio Matasci Arte a Tenero l’esposizione “Frammenti di una collezione”, che vuol essere in qualche modo emblematicamente riassuntiva della sua lunga attività e del suo raggio di interesse, vale a dire del suo orizzonte di riferimento spazio-temporale. Si tratta infatti di una mostra con alcuni artisti, ormai storicizzati nel secondo Novecento, tra i più seguiti dalla Galleria, volutamente e idealmente scelti perché posizionati sull’asse Nord-Sud: quello che, passando attraverso il Ticino, lega la Zurigo diVarlin e Edmondo Dobrzanski, che si conoscevano e frequentavano sulla Limmat, e che si sono poi trasferiti l’uno in Bregaglia l’altro in Ticino, con la Milano diAlfredo Chighine e Ennio Morlotti, cui si aggiungono poi altre presenze come quelle dello scultore Giovanni Genucchi. È l’indicazione chiara di una geografia e di una storia artistica che per 40 anni ha segnato la qualificata attività espositiva della Galleria Matasci. È l’identificazione di un territorio di appartenenza sia culturale che artistica. Ogni artista è presente con alcuni tra i suoi pezzi più forti nell’intento di creare dei nuclei rappresentativi in se stessi, ma capaci anche di dialogare con gli altri così da ricreare un clima, suggerire possibili percorsi o tangenze.
Ma questo non è tutto. Il titolo dato alla mostra “Frammenti di una collezione” rinvia infatti all’altro fondamentale aspetto del gallerista pubblico che però, in privato, è anche collezionista. Come dire che quanto esposto a Tenero non è infatti che una parte della ben più vasta Collezione Matasci. Una collezione straordinaria che Mario Matasci ha nutrito e alimentato nel tempo, e che solo adesso ha trovato una sua sede adeguata per cui non solo esce dai magazzini, ma la si può vedere e visitare. L’ha chiamato il Deposito, perché si tratta di un vasto ‘deposito a vista’, dove cioè le opere sono visibili a parete e non in scaffalature mobili, messo su due piani e posizionato nella campagna di Riazzino, a 300 metri dalla Posta sulla strada Cantonale, andando verso montagna.
Al suo interno e lungo un percorso studiato, il visitatore si confronterà con una costellazione di artisti, ciascuno con le sue opere più significative, potremmo dire museali, e le sue pubblicazioni. Artisti che sono quelli tra i più amati da Mario Matasci, non di rado mediante dei rapporti anche molto personali, e che hanno costituito gli assi portanti della sua attività di gallerista in questi 40 anni, grazie ai quali ha fatto crescere la coscienza artistica e culturale del territorio, segnando in maniera determinante una lunga straordinaria stagione del nostro Paese.

Chi fosse interessato a visitare la Collezione d’Arte Matasci può farlo la domenica dalla 14.00 alle 17.00, previo appuntamento telefonico ( 078 601 60 24).