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dal 12 settembre al 31 ottobre 2014

Federico Marioni
Claro 1866 –  Milano 1938

Federico Marioni nasce a Claro il 26 marzo 1866  dall’unione tra Samuele Marioni e Giuseppina Rossetti. Non si hanno notizie circa l’infanzia di Federico, ma sappiamo che attorno al penultimo decennio dell’Ottocento svolge un tirocinio come litografo presso lo stabilimento Salvioni di Bellinzona.
In seguito ha l’opportunità di perfezionare la tecnica grazie ad un soggiorno a Parigi della durata di quattro anni.  Più tardi trascorre un periodo a Torino, prima di stabilirsi definitivamente a Milano verso il 1893.
Nel capoluogo lombardo ottiene presto successo come stampatore e incisore vedutista aprendo una propria bottega, la “Calcografia di Milano”, che nel giro di poco tempo diviene uno dei più rinomati stabilimenti calcografici del primo Novecento. L’atelier di Marioni è fin da subito frequentato da numerosi artisti di primo piano, alcuni ancora legati ad un registro linguistico tardo ottocentesco,
altri invece più orientati verso uno sperimentalismo d’avanguardia: da Conconi e Rossi a Feragutti-Visconti, da Russolo, Boccioni, Carpi, Salietti e Wildt a Birolli e Tomea, dagli ultimi scapigliati ai primi futuristi e novecentisti italiani. Federico insegna la tecnica a molti di questi artisti.
Proprio in questa “esistenza ottocentesca” di Porta Vittoria viene alla luce nel 1910 Mario Marioni, “vero figlio d’arte, che gli amici di casa dicevano scherzosamente battezzato all’acido nitrico e all’acquaforte” , e che a sua volta intraprenderà la carriera artistica di pittore, incisore e letterato.
Oggi il nome di Federico Marioni è legato più a quello del figlio Mario che non alla sua attività di litografo e acquafortista. Non sono infatti conosciute come meriterebbero le sue incisioni ad acquaforte e acquatinta, per lo più vedute di città italiane o di paesaggi ticinesi.
Federico Marioni con grande perizia tecnica applicava un procedimento del tutto personale per colorire le sue incisioni, ne faceva una sorta di “monotipi a colori”, il risultato ottenuto era che due o più esemplari della stessa incisione differivano nella colorazione, costituendo così ognuno un’opera a sé. La medesima tecnica permetteva anche di ottenere quell’impasto morbido tra i colori che ci fa credere che siano dipinte a posteriori o ritoccate con acquarello.
Federico Marioni si spegne a Milano il 28 febbraio 1938.

Mario Marioni
Milano 1910 –  Mendrisio 1987

Mario Marioni nasce a Milano il 2 settembre 1910. Fin da ragazzo ha l’occasione di frequentare l’atelier calcografico del padre Federico dove conosce e vede operare vari artisti , fra i più importanti, attivi a Milano nel primo Novecento.
In questi anni egli può sperimentare le tecniche dell’incisione calcografica e collabora col padre nella realizzazione di alcune lastre di vedute italiane.
Per la pittura è allievo di Giovanni Lentini.
Le prime mostre collettive alle quali partecipa hanno luogo alla fine degli anni Trenta a Milano e a Genova.
Dal 1943 al 1950 vive a Lugano. Durante questo periodo inizia una regolare collaborazione quale pittore e saggista con alcuni giornali  e riviste ticinesi, attività che si protrarrà fino agli anni Ottanta.
Nel 1946 ha luogo a Lugano la sua prima esposizione personale alla quale ne seguiranno una dozzina, in Italia e in Ticino.
Ritornato in Italia lavora per l’editore Luigi Filippo Bolaffio di Lenno (CO) il quale, nel 1970 e nel 1977, allestisce  due mostre personali di Marioni  incisore nella galleria di sua proprietà.
Negli anni Sessanta crea una serie di incisioni per alcune pubblicazioni degli editori-stampatori Giulio e Fulvio Topi di Lugano.
Negli anni Ottanta abbandona l’attività di pittore e incisore in seguito a gravi problemi di vista.
Il suo stato di salute continua a degradarsi e nel 1986 si stabilisce in Ticino.
Il 18 marzo 1987 muore all’Ospedale “Beata Vergine” di Mendrisio.

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